Domenica Aprile 22 , 2018
Font Size
   

La disabilità in Tanzania e nei nostri contesti di intervento

lyadebwe

La Tanzania è uno dei pochi paesi subsahariani ad aver effettuato un’indagine statistica sulla prevalenza, le tipologie e i principali bisogni delle persone con disabilità. Il “2008 Tanzania Disability Survey” è una ricerca campionaria a cura del National Bureau of Statistics della Tanzania, pubblicata nel giugno 2010, che per la prima volta effettua una rilevazione specificamente mirata alla popolazione disabile sia adulta che infantile, con lo scopo di misurarne l’incidenza, le macro tipologie, le principali carenze in termini di accesso alle cure e ai servizi. La ricerca è basata sulla definizione di disabilità della Convenzione 61/106 delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità, secondo cui “sono persone con disabilità includono quanti hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine che in interazione con varie barriere possono impedire la loro piena ed effettiva partecipazione nella società su una base di eguaglianza con gli altri”.

Secondo la ricerca, in Tanzania la disabilità incide sul 7,8% della popolazione di 7 anni e più. L’incidenza è più elevata nella Mainland (7,8%) che in Zanzibar (5,9%), ed è significativamente più alta nelle aree rurali (8,3%) che in quelle urbane (6,3%). Non esistono invece significative differenze di incidenza sui maschi (7,7%) e sulle femmine (7,8%). In ordine di incidenza le tipologie di disabilità prevalenti, per limitazione delle principali funzionalità, sono: sordità (45,4%), disturbi della comunicazione (38,%), ritardi e disturbi cognitivi (34,5%), minorazioni fisiche che impediscono o limitano la mobilità (29,4%), altre minorazioni che compromettono l’autonomia (23,1%), cecità (11,2%).

Un’incidenza così elevata delle diverse forme di disabilità – nei paesi occidentali la disabilità colpisce tra il 2% e il 3% della popolazione – è solo in parte dovuto a patologie congenite alla nascita: la ricerca evidenzia che i bambini nati con disabilità congenite alla nascita sono appena il 28,7% del campione. In prevalenza invece le disabilità si sviluppano a causa di eventi infausti traumatici e post traumatici, dovuti a un mancato accesso alle terapie e alla riabilitazione o a un infausto follow up dell’evento traumatico.

CSR Wanging'ombe

Nelle regioni di Njombe e Mbeya in cui operiamo il numero di bambini e adulti con disabilità motorie, di tipo sia congenito che traumatico e post traumatico, è estremamente elevato. Si tratta di contesti prettamente rurali, nei quali è molto più difficile accedere alle cure appropriate, e in cui anche un evento banale come una frattura rischia di produrre nel bambino una disabilità permanente.

Già nel 2008, col progetto “Inuka, Alza la Testa!”, abbiamo effettuato un censo sui moltissimi villaggi rurali distribuiti sull’area di Njombe, che ha confermato i tassi di incidenza e le macro caratteristiche della disabilità rilevate nell’indagine nazionale, constatando tendenze peggiori soprattutto per quel che riguarda le disabilità di tipo fisico e le principali cause, che si confermano essere di tipo traumatico e post traumatico e legate al parto. Attualmente è incorso, nell'ambito del progetto Simama, un censo analogo nelle aree rurali di Mbeya.

A Njombe sono stimate almeno 54.000 persone con disabilità di varia natura. Di questi, 16.000 abitanti sono affetti di disabilità motorie quali: paralisi cerebrali, paralisi del plesso brachiale, spina bifida, sequele dovute ad idrocefalo, piede torto, dismetrie degli arti inferiori secondarie a infiammazioni, osteomieliti, artriti reumatoidi, artrosi, mielolesioni, esiti di ictus, malattie neuromuscolari (miopatie e neuropatie). Nel Distretto di Wanging’ombe in cui opera il nostro Centro Riabilitativo il numero di disabilità accertate sono 10.252, di cui 3.014 disabilità motorie. Il tasso di partecipazione sociale all’istruzione e al lavoro delle persone con disabilità, e in generale il loro livello di qualità di vita, è estremamente basso. Il 25% delle persone con disabilità non prende parte in alcun modo al lavoro, alla scuola o ad altre attività di tipo sociale; appena il 38% frequenta le scuole. Il 40% non può utilizzare alcun mezzo di trasporto sia pubblico che privato ed è di fatto semiconfinato nel proprio domicilio, interamente dipendente dai propri familiari.