Domenica Aprile 22 , 2018
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Progetto Shamba

Immagine_592Il 2013 ha visto l'avvio del progetto Shamba, il nuovo progetto di Cesc Project a cui Gondwana partecipa come partner.

Cosa è Shamba

Shamba è un progetto educativo scolastico finanziato dalla Conferenza Episcopale Italiana in partenariato con la Diocesi Cattolica di Njombe, per il miglioramento delle competenze locali dei giovani e l'aumento della sostenibilità economica dei servizi socio riabilitativi e del welfare locale. Il progetto concerne l’istituzione e l’avvio di una Scuola popolare agricola e di un consorzio agricolo nel villaggio rurale di Wanging’ombe (Diocesi di Njombe) per ragazzi e ragazze in età 14-20 anni residenti su tutte le aree rurali del territorio. Tali oggetti sono stati individuati come priorità dalla Diocesi di Njombe nella persona del Vescovo mons. Alfred Maluma e dalla Conferenza Episcopale della Tanzania.

Gli obiettivi del progetto

Gli obiettivi specifici del progetto sono così individuati:
1. Stabilizzare l’insediamento agricolo familiare nei territori rurali della Diocesi di Njombe, e in particolare nei territori parrocchiali circostanti Wanging’ombe, frenando lo spopolamento e l’emigrazione giovanile e l’abbandono degli anziani, e valorizzando l’attuale struttura sociale basata sul villaggio e lo shamba (attività agricola familiare su modesti appezzamenti agricoli);
2. Incrementare il reddito di impresa agricola familiare, efficientando la produzione e migliorando la resa attraverso l’introduzione di nuove e più avanzate tecniche colturali, semi di migliore qualità e fertilizzanti, misure di accompagnamento per gli investimenti e la commercializzazione del prodotto agricolo.
3. Capacitare il contesto locale, favorendo la crescita del capitale umano e sociale, in termini di aumento delle competenze professionali ed elevazione della conoscenza, consapevolezza e formazione civica dei giovani.

La finalità generale del progetto è contrastare la povertà e il processo di impoverimento delle popolazioni rurali della Diocesi di Njombe, sia materiale – crisi di sussistenza familiare e reddito inferiore alla soglia di povertà estrema di un dollaro al giorno – che culturale – processi di depauperamento del capitale sociale e culturale delle campagne e dei villaggi rurali, rottura e perdita dei legami comunitari, abbandono degli anziani.Gli obiettivi specifici del progetto sono così individuati:

  1. Stabilizzare l’insediamento agricolo familiare nei territori rurali della Diocesi di Njombe, e in particolare nei territori parrocchiali circostanti Wanging’ombe, frenando lo spopolamento e l’emigrazione giovanile e l’abbandono degli anziani, e valorizzando l’attuale struttura sociale basata sul villaggio e lo shamba (attività agricola familiare su modesti appezzamenti agricoli);
  2. Incrementare il reddito di impresa agricola familiare, efficientando la produzione e migliorando la resa attraverso l’introduzione di nuove e più avanzate tecniche colturali, semi di migliore qualità e fertilizzanti, misure di accompagnamento per gli investimenti e la commercializzazione del prodotto agricolo.
  3. Capacitare il contesto locale, favorendo la crescita del capitale umano e sociale, in termini di aumento delle competenze professionali ed elevazione della conoscenza, consapevolezza e formazione civica dei giovani.

Che cosa sarà realizzato

Nel ciclo di progetto, della durata complessiva di un biennio, sarà realizzata una Scuola popolare con annesso ostello accreditata dal Ministero dell'Educazione per il rilascio di titoli formativi, una fattoria didattica e un consorzio agricolo specializzato nella produzione di olio di girasole di elevata qualità, cui gli studenti potranno accedere terminato il proprio corso di studi. Il progetto prevede inoltre come misura di accompagnamento l'istituzione di un fondo di microcredito per il finanziamento dell'impresa agricola e di borse di studio per i più indigenti.

Quali sono i presupposti del progetto

Il progetto si basa su due principali presupposti:

  • La metodologia che si intende adottare è la cosiddetta “Pedagogia dell’Alternanza”. Caratteristica di questo approccio è la promozione dello sviluppo umano attraverso la realizzazione di proposte formative integrali dei giovani – una formazione che non abbracci dunque esclusivamente le competenze tecnico-professionali e agricole – basate sull’alternanza lavoro/formazione residenziale. È fondamentale che il programma didattico formativo, pur privilegiando il campo delle competenze tecnico professionali, abbracci un ampio spettro di conoscenze e competenze umane, scientifiche e linguistiche, orientate a una formazione globale della persona che abiliti lo studente al pieno esercizio dei propri doveri e diritti fondamentali di cittadino consapevole e debitamente informato. Lo studente in uscita dai corsi dovrà essere in grado di leggere un articolo di giornale che tratti di politica o economia e mostrare di saperlo comprendere e spiegare ad altri; dovrà avere un’informazione e una conoscenza dei processi politici ed economici passati e in corso di attuazione nel proprio paese e nell’Africa. Dovrà avere una conoscenza di fondo della propria confessione religiosa e delle altre confessioni professate nel proprio ambiente. Dovrà, in breve, essere in grado di orientarsi e scegliere consapevolmente, senza più percepire la propria condizione di agricoltore come uno stato di minorazione culturale e sociale a paragone di chi abita in città e delle elites sociali presenti anche nel proprio ambiente di vita.  Anche l’alternanza scuola lavoro è un elemento essenziale dell’approccio che adottiamo. 
  • Tale alternanza è il presupposto fondamentale perché la formazione sia un volano di sviluppo per il contesto locale, attraverso il quale introdurre innovazioni sostenibili nelle tecniche colturali più comuni, senza produrre un onere insostenibile o barriere economiche nell’accesso alla formazione. L’economia locale è infatti basata sulla microimpresa familiare rurale, nella quale i figli giovani costituiscono la principale forza lavoro. Sottrarre per periodi lunghi i giovani al lavoro familiare può costituire un fattore di sbarramento all’accesso di giovani provenienti da famiglie molto povere che, anche in ragione dei modelli colturali adottati, non possono privarsi per lunghi periodi dell’apporto lavorativo dei figli. D’altro canto il trasferimento di competenze e innovazioni tecniche e metodologiche nell’ambito agricolo, che possano essere da subito implementate nelle proprie piccole imprese familiari dai giovani in formazione, è invece un fattore di crescita che ha sempre dato notevolissimi risultati, in tutti i contesti nei quali l’approccio della pedagogia dell’alternanza è stato adottato. La logica del presente intervento è rimuovere le cause di povertà e carenza alimentare, in particolare dei nuclei famigliari a rischio in cui sono presenti bambini con disabilità, mediante l’efficientamento sostenibile delle tecniche colturali ottenuto con un trasferimento di competenze protratto nel tempo. Ciò senza scardinare il modello economico prevalente basato sulla microazienda rurale familiare, che dal punto di vista organizzativo e sociale appare al momento attuale come non sostituibile nel contesto, a meno di programmi di sviluppo molto onerosi e ambiziosi, dotati però di un alto coefficiente di rischio. 

Immagini dal Cantiere dell'Oleificio a Wanging'ombe

Immagini dal Cantiere della Scuola Popolare Agricola a Mayale